L’idea è ispirata alla tenda singola, estrema forse dall’origine stessa del bivacco.

L’idea di dormire protetti ma sempre immersi nella natura in un luogo che deve non rappresentare uno stacco brusco. Un riparo minimo.

Il pretesto per un viaggio simbolico interiore, intimo e personale, in relazione stretta con la natura.

Concettualmente si vuole ridurre al minimo lo spazio utilizzabile con il concetto di avere il minimo volume riscaldabile.

 

Il fascino e l’intimità della tenda è stato lo spunto iniziale.

 

Inizialmente abbiamo pensato che il percorso dell’escursionista non doveva essere interrotto, il nostro bivacco deve essere attraversabile, fa parte integrale del percorso stesso.

È interessante la ricerca insita nell’uomo dell’infinito, la tensione verso la natura. Nell’uomo primitivo quest’ansia era evidente e scaturiva nelle incisioni rupestri più semplici.

I graffiti dell’uomo orante hanno suscitato in noi un’idea.

la prostrazione dell’uomo verso la natura, l’uomo orante con braccia e gambe aperte.

Nostra idea di progetto è ritornare a quelle emozioni che hanno fatto scaturire quei segni. Tornare simbolicamente a percepire quelle emozioni a cercare in una sorta di viaggio interiore quelle risposte celate nei cieli e nelle stelle che dopo millenni sono sempre gli stessi.

Dal percorso escursionistico si entra nella struttura in gruppo, ma subito ci si accorge che il percorso si divide in singoli moduli per la notte. Un percorso intimo, personale, in cui simbolicamente e fisicamente si ritorna alla natura uscendo dal corpo centrale rivolgendosi verso l’esterno.

 

In pianta tutto questo riprende schematicamente la forma dell’uomo orante.

Il modulo per la notte è realizzato come una sorta di mensola che si regge facendo leva sulla struttura principale.

Il corpo centrale facilmente assemblabile risulta composta da uno spazio interno comune e due moduli. I lati del corpo centrale sono caratterizzati da un foro nel mezzo che funge da imbocco per il modulo notte. Nel lato verso l’ingresso o verso un altro modulo il pannello verrà tagliato per consentire l’apertura di una porta.

Il modulo notte stato pensato e concepito come spazio minimo, prendendo spunto dalle tende singole, uno spazio sufficientemente largo per porvi dormire contenendo all’interno il proprio zaino. Il modulo notte può essere utilizzato anche come seduta verso l’interno del corpo centrale per poter dialogare o per poter mangiare in comunità.

L’idea è di contenere il più possibile i volumi considerando lo spazio utile per dormire e l’idea avere meno aria possibile da scaldare.

Delle tende rigide, sintetizzando. La forma finale è un volume centrale facilmente riconoscibile e dei moduli esterni aggettanti e ben sollevati da terra.

Nel volume semplice un corpo centrale caratterizzato dal tronco con corpi esterni a modo di rami.

Il materiale della struttura è il legno naturale non trattato.

Il profumo all’interno è quello della natura che ci ospita, sollevati da terra su un letto di rocce che fungono da pavimento e da sottofondo areato.

Volevamo avere una struttura semplice, modulare, ecologica e totalmente reversibile.

Abbiamo così pensato di avere uno scheletro interno in legno totalmente riciclabile in natura. Esternamente l’idea torna a pescare nelle origini dell’escursionismo e nell’immagine della tenda.

Perché non usare un materiale durevole e tecnico che possa vestire come una pelle la nostra struttura?

Il tessuto tecnico ha caratteristiche isolanti come un vero e proprio capo tecnico da montagna e il suo telo esterno impermeabile copre perfettamente il tutto modellandosi e prendendo le forme del supporto.

Prendendo spunto dalla patagonia,si possono utilizzare tessuti resistenti e durevoli, totalmente riciclabili una volta smessi, per ottenere altro tessuto tecnico.

Le modalità di montaggio sono veloci e pratiche. Inoltre i teli di ricambio possono essere già presenti nella struttura e cambiati in caso di necessità dai fruitori. Importante poter riparare sul posto e in caso di emergenza sostituire integralmente la parte danneggiata senza intervento di operatori specializzati.

Stagionalmente i teli possono essere ripristinati in loco o sostituiti per essere portati a valle e iniziare il loro percorso di riciclaggio.

Tutto questo scinde in maniera netta i materiali. Ossa e pelle. struttura e rivestimento, una sorta di archetipo primitivo antropologico.

L’interno permette all’uomo di rimanere al contatto con la natura, la sua parte accogliente e intima, il legno.

L’esterno ci protegge dai rigori della natura, dalla sua parte selvaggia, il materiale tecnico.

Un rapporto che unisce e protegge dalla natura stessa.

I materiali non si mescolano ma uno serve all’altro. Lo scheletro sostiene il tessuto che a suo volta protegge lo scheletro. Uno completa e serve all’altro. Come simbolicamente dovrebbe essere fra uomo e natura.

La cosa importante è l’importanza di poter svestire la struttura così da ottenere un involucro in legno totalmente biodegradabile.

Il base della struttura è realizzata in pietra locale trovata sul posto. Questa pietra schematizza la pianta e ne delinea le forme.

Come provocazione e rito, alla fine dell’anno si potrebbe bruciare il bivacco spogliato del tessuto, per farne spargere le ceneri nella natura compiendo il ciclo vitale.

Rimarrebbe solamente a terra un segno dell’uomo, il segno delle pietre, il nostro spunto che ricorda l’uomo orante, riportandoci senza risposte alle stesse domande dei nostri predecessori e la stessa voglia di lasciare i nostri segni nella natura.

Lasciamo il nostro segno nella natura così come i nostri progenitori.

La nascita del nuovo bivacco per mezzo di nuove braccia porta il coinvolgimento delle persone e della comunità, l’idea e il rispetto della ciclicità della natura facendoci capire di farne parte e di doverne rispettare i ritmi.

 

Gli sponsor vengono fatti entrare nel vivo del progetto.

La struttura in legno viene isolata con materiali naturali e nello stesso tempo tecnici con grandi funzioni isolanti.

Il tessuto tecnico inoltre rivestirà interante il progetto, lo sponsor non sarà rappresentato da una semplice targhetta esterna o interna. Lo sponsor vestirà di fatto la struttura e internamente lo sporsor della parte legno sarà a contatto con l’utente.

Si tratterà quindi di un vero e proprio modo di far vivere i prodotti e non di pubblicizzarli solo.

Inoltre il coinvolgimento con il fruitore sarà completo e totale e non solo di immagine.

 

Il modulo base è semplice, prevede il corpo centrale in cui si è a contatto con u altra persona e il modulo notte in cui si entra invece personalmente.

I vari moduli si possono unire realizzando una struttura modulata a piacere.

I moduli uniti rimangono comunque segregabili mediante porte interne in tessuto tecnico.

Questo permette una volta assemblato, di gestire il volume abitato interno compartimentando dove necessario.

Il modulo finale può avere per esempio 8 moduli notte. Se invece gli utilizzatori sono solo 4 verrà isolato lo spazio eccedente in modo da non disperdere il prezioso calore.

Una sorta di scafo di una nave con i vari scomparti.

L’idea della modularità di evolve poi nella possibilità di utilizzare la scocca del modulo notte per realizzare lo spazio del wc.

Come si vede nello schema il modulo notte viene girato in verticale all’interno viene installato il wc caratterizzato da lavabo reclinabile e wc tecnico.

Senza realizzare un modulo apposito si ottiene una zona dedicata a wc dove e se richiesta.

Il disegno generale della struttura è semplice e lineare, viene riutilizzata la forma di un tronco con la zona centrale e i rispettivi rami.

Inoltre la scelta del rivestimento tecnico può portare a soluzioni estetiche infinite sempre nel rispetto della funzionalità massima (visibilità) e del contesto naturale.

A titolo di esempio si potrebbe pensare a un corpo centrale rosso ben visibile e caratterizzante e i moduli notte con tessuto bianco per minimizzarne e mitizzarne l’effetto visivo in caso di neve.

Rendere quindi visibile la struttura che risulterà un monolite rosso, facendo scomparire i corpi sporgenti.

Nella stagione verde i colori dei “rami” possono cambiare sempre in riferimento ai colori stessi del contesto naturale.