L’intervento di manutenzione interessa tre parti distinte dell’edificio ed è così organizzato:

riqualificazione del prospetto principale su Stradone San Fermo ed urgente messa in sicurezza di alcuni elementi architettonici in tufo ( cornicioni, decori, elementi in aggetto ) oggi in condizioni di degrado avanzato ed in condizioni precarie di stabilità con pericolo di caduta di parti dello stesso sul marciapiede sottostante come accaduto recentemente;

pulizia, recupero ed impermeabilizzazione delle loggia;

rifacimento e consolidamento della pavimento in acciottolato del cortile interno.

 

1. Facciata:

la facciata principale su Stradone San Fermo si presenta in cattivo stato di manutenzione con evidenti fenomeni di esfoliazione e sgretolamento degli elementi litoidi oltre al distacco di pezzi, alterazioni cromatiche ad annerimenti causati dal percolamento di acqua piovana, dai fenomeni di gelo e disgelo, umidità ed inquinamento.

In questo caso l’intervento proposto per il recupero ed il risanamento delle parti litoidi si compone di più fasi quali la pulitura con blandi lavaggi di acqua nebulizzata e spazzole di saggina, le iniezioni di resine epossidiche bicomponenti, l’eventuale tassellatura ove necessaria, la sigillatura e stuccatura nelle giunzioni tra i vari elementi architettonici, il consolidamento ed il trattamento protettivo idrorepellente.

Pulitura: consiste nella rimozione delle scialbature recenti a tempera che ricoprono sia le zone di gronda che gli stipiti delle finestre, e nella rimozione dello sporco sedimentario delle croste nere negli ornati, nelle modanature e nei sottosquadra con blandi lavaggi di acqua nebulizzata. Si avrà così una forte capacità solvente ed emolliente delle goccioline nei confronti dei leganti della crosta nera, mentre l’azione meccanica della pulitura è ridotta al minimo e limitata al solo ruscellamento sottostante la zona in via di pulitura.

Le incrostazioni più morbide verranno poi rimosse utilizzando spatoline o spazzole di saggina, mentre nelle parti di sottosquadra o dove la crosta nera si presenta più tenace saranno usati impacchi di AB 57 utilizzando come tixotropico la sepiolite o l’attapulgite.

Dove la tenacia delle incrostazioni nere lo imporrà, si interverrà con una microsabbiatura localizzata nelle zone di ornato più delicate.

Iniezioni: questo intervento riguarderà tutte quelle parti di sfaldatura nelle quali il materiale, pur non essendo coeso, non presenta situazioni di polverulenza e di esfoliazione e consiste nell’eseguire, dopo una accurata pulitura degli interstizi, iniezioni di resina epossidica bicomponente liquida per poter dare ai manufatti la stessa consistenza che avevano alla posa e consente il recupero di parti decoesionate senza il ricorso alla tassellatura.

Tassellatura: consiste nel ricostruire le parti mancanti di tufo utilizzando pezzi della medesima composizione degli originali e con cromatismo similare, e nel posarli ad incastro ancorandoli a barre in vetroresina o acciaio inox con resina epossidica.

Tale intervento riguarderà le parti terminali dei cappelli, alcuni piani di bancale e marcapiano, ed un modiglione in tufo della gronda ( attualmente rotto a metà ) così da poter ridistribuire i pesi di carico della gronda stessa.

Sostituzione: consiste nel sostituire pezzi irrimediabilmente danneggiati; non si tratterà di interventi completi ma parziali limitati a parti di cornici modanate.

Sigillatura e Stuccatura: serve a colmare le giunzioni fra i vari elementi architettonici e le sfaldature dei bancali e dei cappelli per evitare il ristagno idrico. Allo scopo si utilizzeranno impasti di calce, polvere di tufo, inerti e resina acrilica.

Consolidamento: si tratta di eseguire un consolidamento localizzato delle parti tenere e polverulente utilizzando un idoneo silicato di etile e togliendo poi l’effetto specchio con tamponature d’acetone sulle zone deconsolidate.

Protezione: serve ad impedire il ristagno e la penetrazione delle acque attraverso l’applicazione di un trattamento idrorepellente a polimeri metil-siliconici in soluzione acquosa. Tale trattamento produce una protezione invisibile di media durata contro i danni provocati dagli agenti atmosferici naturali e dall’inquinamento del quale l’acqua piovana ne è il vettore principale.

Gli elementi interessati, a partire dall’alto verso il basso, sono:

la gronda in tufo con decorazioni in altorilievo e modiglioni sagomati;

la fascia di marcapiano liscio;

le sette finestre piccole di sottogronda con relativa fascia di marcapiano;

le sette finestre al piano nobile di cui quattro con timpano e tre ad arco con fascia di marcapiano modanato;

le sei finestre al piano terra con fascia di marcapiano modanato;

il portale monumentale di ingresso e la fascia di zoccolatura in lastre di Prun.                                                                                           

Per quanto riguarda gli intonaci verrà eseguita un’accurata indagine sull’esistenza di tracce dell’intonaco originale e si procederà quindi al rifacimento dello stesso su campionature da sottoporre al competente Ufficio della Soprintendenza e si procederà con le seguenti fasi lavorative:

rimozione dell’intonaco esistente, lavaggio delle pareti dai residui in stacco, sostituzione e ripristino dei tubi pluviali incassati a muro, realizzazione di intonaco grezzo a base di calce e finitura con intonachino civile a base di calce schiacciato non uniformemente con frattazzo in acciaio.

 

2. Cortile Interno:

la pavimentazione del cortile interno è realizzata in acciottolato tenuto insieme da sabbia e terriccio e si presenta in cattivo stato di manutenzione poiché la mancanza di un legante adeguato ha provocato lo slittamento dei ciottoli durante le manovre di parcheggio delle auto con conseguente formazione di buche e zone di ristagno delle acque piovane.

Inoltre, a causa della mancanza di un solido sottofondo, il peso delle auto ha provocato nel tempo lo sprofondamento delle losanghe in pietra formando avvallamenti e disomogeneità delle superfici carrabili.                                          

In questo caso l’intervento proposto prevede la rimozione di tutta la pavimentazione esistente per un’altezza di 15/20 cm; la realizzazione di massetto di sottofondo con bitume e rete elettrosaldata per la formazione di pendenze e del piano di appoggio per la ricollocazione della pavimentazione preesistente; il ripristino delle canaline per lo scolo delle acque; la ricollocazione delle lastre di pietra centrali su letto di malta e la posa dell’attuale acciottolato con sabbia cementizia interstiziale;

 

3.   Loggia:

Come nel caso della facciata principale, anche la Loggia è in cattivo stato di manutenzione e le superfici bugnate, le cornici marcapiano, la balaustra con le colonnine e tutte la parti in tufo in genere presentano fenomeni di sgretolamento ed erosione oltre ad alterazioni cromatiche ed annerimento causati dal percolamento di acqua piovana, dai fenomeni di gelo e disgelo, dall’umidità e dall’inquinamento. Inoltre, la mancanza di una impermeabilizzazione adeguata sulla superficie della terrazza ha permesso l’infiltrazione delle acque attraverso la struttura, causando la presenza di muffe diffuse sulle superfici delle volte sottostanti ed il rigonfiamento e successivo distaccamento degli intonaci.            

In questo caso l’intervento prevede la pulizia ed il trattamento protettivo della parete della Loggia verso il cortile interno secondo le tecniche sopra descritte nel caso della facciata principale come pure accadrà per quanto riguarda il consolidamento, il rifacimento e la protezione della balaustra e di alcune colonnine che risultano essere gli elementi più danneggiati dell’intera costruzione; la collocazione di copertina in rame sagomato a protezione dei due cornicioni aggettanti sui fronti della Loggia e la sistemazione e/o sostituzione delle gronde e dei pluviali di colo delle acque; la rimozione ed il rifacimento degli intonaci interni delle volte e della parete lato giardino sempre utilizzando le tecniche adottate nel caso della facciata principale; il trattamento con impermeabilizzante trasparente elastico (tipo resine) resistente ai raggi UV previa pulizia del piano di appoggio, il preconsolidamento delle lastre ed il rifacimento con materiale idoneo delle fughe interstiziali.